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EZIO RIZZATO Medaglia d’Oro al Valor Militare, trucidato il 20 giugno 1944.

Senza memoria non c’è futuro. Ezio Rizzato Medaglia d’Oro al Valor Militare nato a Pressana (Verona) il 27 settembre 1909, trucidato a Fondotoce di Verbania (Novara) il 20 giugno 1944.   Ezio Rizzato, uno dei quarantadue martiri di Fondotoce, tra i quali era anche una giovane donna, Cleonice Tomassetti. Il giovane, tenente di complemento di artiglieria al momento dell’armistizio, era diventato l’aiutante maggiore della Divisione partigiana “Valdossola” ed era stato ferito e catturato il 18 giugno sul Gridone, nel versante italiano della frontiera con la Svizzera. Portato a Malesco e sottoposto a tortura, fu poi trasferito con altri prigionieri ad Intra e rinchiuso nelle cantine di Villa Caramora, base delle SS. Di qui, prelevato con altri 42 compagni, Rizzato fu costretto a trascinarsi a piedi, attraverso Pallanza e Suna sino in prossimità di Verbania, al seguito di un cartello retto da altri due prigionieri che diceva: “Sono questi i liberatori d’Italia oppure sono banditi?”. Tutti i partigiani vennero fucilati a gruppi di tre, sul greto del canale che congiunge il lago di Mergozzo al lago …

Vicenza, la nostalgia canaglia e il signor Berlato

di Gianfranco Pagliarulo da Patria Indipendente. Rimossa dalla giunta di destra della città veneta la “clausola antifascista”, un europarlamentare annuncia con gaudio che finalmente Fratelli d’Italia potrà riprendere a “fare politica attiva in città” È di una settimana fa la notizia della rimozione della cosiddetta “clausola antifascista” da parte della giunta di Vicenza, ratificata dal Consiglio cittadino. Tale norma, analoga a quella approvata in decine di Comuni italiani, prevedeva all’art. 5 che «i richiedenti di spazi pubblici (…) devono sottoscrivere la seguente dichiarazione: “Dichiara di riconoscersi nei principi fondamentali della Costituzione Italiana e dello Statuto comunale e ripudia il fascismo, la cui riorganizzazione è vietata sotto qualsiasi forma dall’ordinamento giuridico”». Sparito il fascismo, nel nuovo look dell’articolo si prevede di “ripudiare ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso della violenza a fini politici”. Divertente diversione dal tema, visto che la Costituzione e le leggi si riferiscono esplicitamente ed esclusivamente al fascismo (ed al suo corollario razzista), e che in Italia dal 1922 in poi non è esistita altra forma di totalitarismo se non quello …

RIAPERTURA & RESISTENZA

Ripartiamo Dopo la chiusura forzata dovuta alla pandemia di coronavirus, la sede di via Cantarane 26: Riapre ogni sabatodalle ore 10,00 alle 13,00 La riapertura avverrà nel rispetto della normativa in corso e nelle modalità indicate dalle prescrizioni di riapertura per evitare la diffusione del virus Covid-19. L’accesso ai locali sarà perciò limitato a due persone per volta, munite di mascherina. All’esterno, nel giardino, si raccomanda di mantenere, dalle altre persone, la distanza fisica prevista dalle norme. Segnaliamo che, come da disposizioni, va comunque prediletto il contatto a distanza, quindi sia telefonico che e-mail. È perciò possibile rinnovare la tessera online come da menu o direttamente da QUI, facendo poi il bonifico bancario; in tal caso la tessera sarà inviata per posta. Si ricorda che la quota associativa è di 15,00 €. Qui di seguito sono riportate le coordinate bancarie. IBAN: IT67A0533611702000046371686INTESTATARIO CONTO: SEZIONE A.N.P.I. VERONABANCA: CREDIT AGRICOLE FRIULADRIAFILIALE: VERONA VIA IV NOVEMBRE – 00346 La sede resiste Il primo giugno scorso, per l’ennesima volta, la sede che condividiamo con l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e …

Nuova campagna social dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri: #RaccontiamolaRepubblica!

2 giugno con l’Istituto Parri: #RaccontiamolaRepubblica! COMUNICATO STAMPA Dall’1 al 6 giugno la nuova campagna social dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri per la Festa della Repubblica: #RaccontiamolaRepubblica. L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano – Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (www.reteparri.it) comprende 65 istituti storici in tutta Italia, che con la loro attività di conservazione, ricerca, didattica e public history svolgono un ruolo da protagonisti nella vita culturale del paese. Tra marzo e maggio l’Istituto ha organizzato la campagna social #RaccontiamolaResistenza, culminata nella maratona del 25 aprile, che ha coinvolto oltre 50 associazioni, 100 testimonial e 7.000 followers. Pochi giorni dopo l’Istituto, nella persona del suo Presidente Paolo Pezzino, è stato insignito del Premio speciale “Testimone del Tempo 2020” nell’ambito della rassegna Acqui Storia. Forte di questi risultati, l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri lancia ora una nuova campagna social con l’hashtag #RaccontiamolaRepubblica, per celebrare la festa del 2 giugno e commemorare la Repubblica “nata dalla Resistenza”. Nella settimana dall’1 al 6 giugno la pagina www.facebook.com/RaccontiamolaResistenza/ ospiterà contenuti sul Referendum e l’Assemblea Costituente; e in particolare …

Imbrattamenti

Verona 1 giugno. Per l’ennesima volta, la sede che condividiamo con Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti è stata oggetto delle attenzioni di qualche nostalgico con poco talento artistico e la passione per i graffiti brutti.Si tratta almeno del quarto episodio nel giro dell’ultimo anno e mezzo che vede presa di mira la nostra sede: il furto della bandiera dell’ANPI e due volte quello della targa posta all’ingresso, oltre ad uno striscione offensivo in occasione dell’ultimo Giorno del Ricordo, episodi gravi e ripetuti a cui vanno aggiunti una serie sempre più frequente di provocazioni e tentativi mal riusciti di intimidazione. Non è difficile capire quali siano le menti e le mani dietro ognuno di questi attacchi. E preoccupa che le organizzazioni di destra, anche in questa crisi, cerchino di alzare la tensione contro il bene comune. Da parte nostra, non c’è ovviamente nessuna intenzione di cedere a queste vili provocazioni né ne siamo intimiditi. Andiamo avanti, antifascisti sempre e uniti. Stampa:Corriere di VeronaL’Arena

2 GIUGNO – LA REPUBBLICA DELLA COSTITUZIONE

19 Maggio 2020 Il manifesto e le iniziative dell’ANPI per la Festa della Repubblica. La Presidenza e la Segreteria nazionali ANPI: “Ogni giorno pubblicheremo sui social un articolo della Costituzione e il 2 giugno deporremo una rosa rossa sulle tombe delle 21 Costituenti” Rinascere dalla Repubblica e dalla Costituzione. Il 2 giugno 2020 racchiude questo impegno. L’Italia ha un’arma formidabile per il suo nuovo risorgimento: attuare pienamente i principi e le disposizioni della Carta costituzionale, conquistata col sacrificio delle partigiane, dei partigiani e di tutti coloro che liberarono il Paese. La Costituzione disegna una terra dove finalmente libertà, giustizia sociale, diritti umani e diritti civili diventano vita quotidiana. Per questo ogni giorno pubblicheremo sui social un articolo della Costituzione e il 2 giugno deporremo una rosa rossa sulle tombe delle 21 Costituenti che hanno contribuito, con infinita passione democratica e forza delle idee, a donarci questa magnifica Carta. LA PRESIDENZA E LA SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

La Memoria: “46 anni fa la strage di Piazza della Loggia, un gravissimo colpo alla democrazia”

Il 28 maggio 1974 a Brescia è prevista una manifestazione antifascista organizzata dai sindacati per protestare contro le violenze dell’estrema destra che da mesi insanguinano il Paese e in particolare la città lombarda. Il corteo si conclude nella centralissima Piazza della Loggia, dove è allestito il palco. Sono le 10:12 quando Franco Castrezzati, sindacalista CISL, viene interrotto da un boato tremendo: una bomba nascosta in un cassonetto dei rifiuti è esplosa ferendo 102 persone e uccidendone 8. Per terra rimangono i corpi senza vita di: Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante;Livia Bottardi in Milani, 32 anni, insegnante;Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante;Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante;Luigi Pinto, 25 anni, insegnante;Bartolomeo Talenti, 56 anni, operaio;Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio;Euplo Natali, 69 anni, pensionato ed ex partigiano. La Strage di Piazza della Loggia è il secondo dei gravi fatti di sangue della “Strategia della tensione”, come sarebbe stato ribattezzato poi quel prolungato progetto eversivo messo in atto da un intricato groviglio di personaggi che si muovevano fra estrema destra, servizi segreti e istituzioni, un groviglio ancora ben …

Riapre l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea

Comunichiamo che la sede dell’Istituto riaprirà da mercoledì 27 maggio con modalità tali da assicurare il rispetto delle norme di Governo e Regione. L’apertura, sarà garantita nella sola giornata del mercoledì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Sarà possibile accedere alla sede per consulenze, per il prestito bibliotecario e la consultazione del materiale archivistico solo individualmente e previo appuntamento, specificando il motivo della visita. L’accesso verrà concordato telefonicamente (045 8006427, negli orari di apertura suindicati) o via mail, scrivendo all’indirizzo: iversrec@tin.it. A tutela del personale e dell’utenza, il materiale restituito o consultato sarà sottoposto ad una quarantena di 9 giorni in busta chiusa e si procederà alla disinfezione quotidiana delle postazioni e degli strumenti di lavoro, mentre verrà attivato un registro delle presenze, con luogo e tempo di permanenza per tracciare eventuali contatti contagiosi. Oltre al personale, anche gli utenti potranno accedere alla sede solo utilizzando guanti e mascherine protettive. L’accesso ai servizi igienici sarà vietato ai visitatori. Per quanti volessero sostenere l’IVrR, è possibile rinnovare la tessera sociale per l’anno 2020. Il vostro contributo è …

“Contro Silvia Romano attacchi razzisti, ma soprattutto sessisti”

13 Maggio 2020 Comunicato del Coordinamento nazionale donne ANPI Il Coordinamento Nazionale Donne ANPI condanna con fermezza gli attacchi mediatici che in queste ore sono stati lanciati, soprattutto attraverso i social, alla giovane cooperante italiana Silvia Romano, da pochissimo liberata dopo un sequestro durato un anno e mezzo. Sono attacchi non solo razzisti, ma anche e soprattutto sessisti. Mai, in passato, per ostaggi uomini liberati grazie ad un pagamento (alcuni poi anche convertiti ad altre religioni), c’è stata una così violenta aggressione e un tentativo così marcato di delegittimazione. Sotto accusa il modo di vestire di Silvia, la conversione, il riscatto, persino la sua felicità per il ritorno a casa e il suo sorriso. Silvia resta una giovane donna coraggiosa e generosa che si è messa al servizio dei bambini di un orfanotrofio in Kenya. Un meraviglioso esempio di solidarietà e altruismo, valori fondamentali del vivere civile. Silvia resta una donna libera in tutte le scelte personali, intime e pubbliche. Suscita in noi tutte, e nella maggioranza delle italiane e degli italiani, una grande ammirazione …