Rita Rosani

Medaglia d’Oro al Valor Militare

Nata a Trieste il 20 novembre 1920, uccisa sul monte Comun di Negrar (Verona) il 17 settembre 1944, maestra elementare, Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria.

La sua era una famiglia di ebrei cecoslovacchi (Rosental il nome d’origine), che si era trasferita in Italia. Giovanissima insegnante presso la scuola elementare israelita di Trieste, Rita ebbe le prime dolorose esperienze quando, nel 1938, entrarono in vigore le leggi fasciste antisemite. Lei, come tanti altri ebrei italiani, fu perseguitata con i genitori, ma non lasciò Trieste. Solo dopo l’armistizio convinse i suoi a rifugiarsi in un paesino friulano, salvandoli così dalla deportazione, nella quale sarebbero poi morti tutti i parenti all’estero della famiglia. Per se stessa Rita scelse la via della resistenza. Prima svolse attività antifascista clandestina a Portogruaro, poi entrò nel movimento partigiano in provincia di Verona, svolgendo attività di collegamento e di organizzazione delle nascenti formazioni combattenti. La giovane insegnante provvide personalmente alla costituzione di una piccola banda (la formazione “Aquila”), che contava in tutto (lei compresa), quattro partigiani. Quelli dell'”Aquila” combatterono per mesi in Valpolicella e nella zona di Zevio (Verona) facendo proseliti. Dopo un anno, nella baita che era diventata la loro base sul monte Comun, si trovavano, con Rita Rosani, una quindicina di combattenti. Quando furono accerchiati durante un rastrellamento, resistettero per ore. Poi il gruppo decise una sortita. Gli uomini proposero a Rita di dileguarsi dalla parte opposta e per tutta risposta si ebbero un “Vuialtri g’avì voia de schersàr” e la ragazza uscì per prima allo scoperto con un moschetto in mano. Ferita e catturata, Rita fu uccisa con un colpo alla testa da un sottotenente repubblichino che, condannato a vent’anni nel 1945, sarebbe tornato libero poco dopo. Al nome di Rita Rosani sono state intitolate due vie a Verona e Trieste; un cippo è stato eretto sul luogo dove Rita è stata uccisa; una lapide la ricorda nell’atrio della Scuola ebraica di Trieste; su un’altra lapide, posta all’ingresso del tempio israelitico di Verona, è inciso, in ebraico, un passo della Bibbia: “Molte donne si sono comportate valorosamente, ma tu le superi tutte”.

Sulla figura della Medaglia d’Oro Rita Rosani, il gruppo musicale Regina Mab di Verona, riadattando un testo di Paolo Ragno, ha realizzato ed interpretato una partecipe piece teatrale e un disco che ha per titolo ”Col sole in fronte”, pubblicato dall’etichetta discografica Manzanilla Musica Dischi.

Partigiana combattente

Alla memoria, motivazione

Perseguitata politica, entrava a far parte di una banda armata partigiana vivendo la dura vita di combattente. Fu compagna, sorella, animatrice di indomito valore e di ardente fede. Mai arretrò innanzi al sicuro pericolo ed alle sofferenze della rude esistenza, pur di portare a compimento le delicate e rischiosissime missioni a lei affidate. Circondata la sua banda da preponderanti forze nazifasciste, impugnava le armi e, ultima a ritirarsi, combatteva strenuamente finché cadeva da valorosa sul campo, immolando alla Patria la sua giovane ed eroica esistenza. Monte Comune, 17 settembre 1944.